La cultura sostenibile

Setsubun e Risshun (Capodanno nel calendario antico)

15/02/2022

Ormai in Giappone si segue il calendario occidentale (noi lo chiamiamo “calendario nuovo’) da più di un secolo e così Capodanno è il primo gennaio. Ma fino all’inizio dell’epoca Meiji (1868) avevamo un altro calendario che chiamiamo “calendario vecchio” oppure semplicemente “koyomi”, la parola antica per dire “calendario”.
Fra questi due calendari c’è una differenza di circa un mese: in “koyomi” il 4 febbraio cominciava l’anno ed era il primo giorno di primavera. Oggi le grandi feste di Capodanno si fanno nel mese di gennaio, ma è rimasta l’usanza di festeggiare il 3 febbraio, l’ultimo giorno dell’anno. Si chiama Setsubun: ogni regione ha tradizioni diverse per questa festa, a casa mia a Tokyo si lanciavano chicchi di soia in casa e dalla finestra verso fuori, dicendo ad alta voce “Oni wa soto, oni wa soto, fuku wa uchi”, cioè “i diavoli fuori, i diavoli fuori, la fortuna dentro”. Dopo aver fatto questo, ognuno mangiava chicchi di soia tostati, tanti quanti erano i suoi anni di età più uno. I chicchi di soia piacciono a tutti, anch’io ero contenta che aumentasse il numero di chicchi che potevo mangiare anno dopo anno (poi in realtà mangiavo anche quelli che avanzavano il giorno dopo)! Nei templi shintoisti si celebrano riti per purificare da tutti i mali dell’anno vecchio e invitare “fuku no kami”, la divinità che porta fortuna.
Alla nostra associazione vengono bambini che hanno un genitore giapponese e facciamo la festa di Setsubun intorno al giorno del 3 febbraio. Spieghiamo ai bambini il significato della festa, leggiamo un libro, creiamo un “oni”, demonio, con la carta. Alla fine lanciamo i chicchi contro alcuni grandi che si mettono la maschera di “oni” (spesso sono alcuni padri dei bambini)! Dopo, ogni bambino prende dei chicchi a secondo della sua età.

E il 4 febbraio — anche se vi sembrerà strano — inizia la primavera! Per la lezione di cerimonia del tè ho preparato un dolce tipico di febbraio. È ancora freddo ma i primi fiori cominciano a fiorire: in Giappone sono i fiori di prugno. Dai tempi antichi spesso questi fiori venivano disegnati insieme a un uccellino che si chiama “uguisu” e comincia a cantare nel mese di febbraio. Per noi giapponesi uguisu porta la primavera. Infatti anche nel giardino dei miei genitori arrivavano e cantavano con una voce bellissima. Purtroppo oggi ci sono meno alberi nei dintorni e uguisu non vengono più. Ma anche a Tokyo andando un po’ più fuori si sentono sempre a febbraio.
Febbraio è ancora freddo, a volte nevica, però è bello vedere i fiori di prugno e sentire la voce di uguisu perché ci fa capire l’arrivo della primavera!

 

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