La cultura sostenibile

Olimpiadi e Tempio Meiji

15/07/2022

Sapete che nel centro di Tokyo c’è una foresta? Si estende fra Shinjuku e Shibuya (due dei quartieri più frequentati di Tokyo) per ben 700.000 mq e fu creata durante la costruzione del tempio Meiji circa 100 anni fa. 

Lo stadio principale per le Olimpiadi di Tokyo del 2021 (quelle tenute senza pubblico e con 1 anno di ritardo a causa della pandemia) è stato costruito proprio accanto a questa foresta, dove ancora continuano i parchi con gli alberi piantati sempre a quell’epoca. Per costruirlo sono stati tagliati 1500 di questi alberi. Io che sono un’abitante di Tokyo l’ho saputo in questi giorni.
Intorno alla foresta c’era una regola rigida per preservare il paesaggio, fra cui anche un limite molto basso per l’altezza delle nuove costruzioni. Per costruire il nuovo stadio il limite è stato alzato da 30 a 70 metri. Ci furono discussioni per questo cambiamento ma si parlava molto poco degli alberi, quasi mai.

Il nuovo stadio è molto più grande di quello vecchio. Molti abitanti e gli studiosi chiedevano di ammodernare e utilizzare lo stadio del 1964 che invece è stato abbattuto, ignorando la voce dei cittadini. E “grazie” al nuovo limite d’altezza per le nuove costruzioni, non solo in questa zona ma in tutta Tokyo negli ultimi anni, specialmente nel centro, hanno costruito numerosi grattacieli e adesso ne vogliono costruire 2 o 3 anche intorno alla foresta del Tempio Meiji insieme a … un altro stadio: vogliono già sostituire quello usato per le Olimpiadi del 2021. Dicono che, invece di tagliare gli alberi, li sposteranno il più possibile e ne pianteranno altri nuovi ― anche per lo stadio del 2021 hanno spostato qualche albero ma molti di loro stanno per morire. Non solo. Nella foresta c’è una biodiversità incredibile, pur essendo nel centro di una città così enorme: ci vivono animali e piante ormai estinti in tutta la prefettura di Tokyo. Questa diversità è mantenuta da un equilibrio dell’ambiente (naturale, anche se creato dagli umani) molto sottile e vulnerabile. Le ultime ricerche mostrano che l’aumento dell’urbanizzazione influisce sulle condizioni della foresta. E anche di tutta la città: a Tokyo la temperatura in media è già aumentata di circa 3 gradi negli ultimi 100 anni, è necessario mantenere e aumentare gli alberi invece di tagliarli. 

Il progetto del nuovo-nuovissimo stadio è portato avanti discutendo solo fra le grandi aziende costruttrici, alcuni politici e il Tempio Meiji che è proprietario del parco ma ha grandi problemi economici per la manutenzione del Tempio e di un terreno così enorme, nonostante venga visitato da più di 3 milioni di turisti all’anno.
La sede giapponese di ICOMOS (Consiglio internazionale per i monumenti e i siti culturali) ha proposto alla prefettura di Tokyo un progetto alternativo dove si taglierebbero solo tre alberi ma il governatore di Tokyo l’ha respinto. Ora i cittadini stanno raccogliendo le firme per fermare questa follia: vediamo se almeno questa volta ci ascoltano oppure pensano solo ai vantaggi per alcuni politici e i grandi costruttori, come per tanti altri grandi lavori pubblici.

Moltissimi templi shintoisti in Giappone sono circondati dagli alberi. Fin dai tempi antichi c’è un legame molto forte fra la fede e la natura: spesso gli alberi che circondano un tempio sono considerati anche sacri e vengono protetti. Per di più, la foresta intorno al Tempio Meiji fu dedicata all’Imperatore Meiji e all’Imperatrice: sul terreno che fu scelto non c’era niente, la foresta artificiale fu realizzata con le offerte di tutti cittadini e a piantare gli alberi furono 110.000 volontari. 

Per noi tagliare un albero (non solo di un tempio ma anche in un giardino privato o in una montagna) significa uccidere lo spirito che ci vive. Ma forse dovrei dire: “significava”. Oggi è più importante costruire un nuovo stadio e i grattacieli, piuttosto che mantenere la fede verso la Natura e rispettare quella dei nostri antenati che offrirono 100.000 alberi e, soprattutto, rispettare progetti secolari per una città grande come Tokyo?
 

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