La cultura sostenibile

Okinawa, ma non solo

1/07/2022

In questo momento sono in Giappone: finalmente non c’è più l’obbligo di quarantena e dopo il tampone (chiaramente se negativo) si può tornare a casa con i mezzi pubblici.
Nel primo mese del soggiorno si sono sentite diverse notizie che in realtà non sono per niente nuove, purtroppo, e rispecchiano i problemi fondamentali del mio paese.

C’è anche una notizia forse buona: il Giappone è primo nella classifica dei paesi che le persone vogliono visitare quest’anno.
Ma a me che ci sono dentro sembra quasi ironica. Durante il mio soggiorno in Giappone vorrei scrivere alcuni esempi per spiegarvi come sono arrivata a questa riflessione.

Magari chi vedoe dei posti turistici non se ne accorgerò, invece sono convinta che sono problemi ormai collegati in qualche modo con tutto il mondo e che minacciano la cultura, la tradizione e la natura di ciascun paese.

 

Il 15 maggio scorso a Tokyo e a Okinawa è stata tenuta una cerimonia per il 50° anniversario dal ritorno di Okinawa allo stato giapponese: il 15 maggio 1972 l’arcipelago di Okinawa è uscito dall’occupazione americana ed è tornato a essere un territorio giapponese.

Come saprete, durante la seconda guerra mondiale a Okinawa ci fu una battaglia lunga e violenta durante la quale morirono anche più di 100.000 abitanti civili.

Dopo la guerra Il Giappone fu sottoposto a occupazione dagli Stati Uniti: nel 1952 a San Francisco fu firmato il trattato di pace fra Giappone e Stati Uniti. Il Giappone tornò un paese indipendente ma Okinawa rimase sempre occupata dagli americani.

Solo nel 1972 l’arcipelago di Okinawa venne restituito al Giappone. I cittadini di Okinawa speravano che le basi militari americane venissero chiuse, o almeno diminuissero fino al livello come nel resto del Giappone, e che gli Sati Uniti lasciassero libero, a disposizione dei cittadini, il territorio usato per le basi.

Ma non è andata così. La dimensione di tutte le basi americani sull’isola principale di Okinawa è sì diminuita, ma nel resto del Giappone era diminuita molto di più e alcune funzioni che stavano in Giappone vennero trasferite in Okinawa. La conclusione è che dopo 50 anni a Okinawa è concentrato più del 60% di tutte le truppe americane in Giappone. E ora stanno costruendo una nuova base lungo la costa di Henoko dove c’era ancora una natura incontaminata.

Non solo: la presenza di così tanti soldati ed equipaggiamenti americani è causa di incidenti e atti di delinquenza, ma la polizia giapponese non può intervenire in base a quanto stabilito nell’accordo fra Stati Uniti e Giappone sullo status delle basi americane, stipulato lo stesso giorno in cui fu firmato il trattato di pace.

La cosa più preoccupante è che in mezzo secolo il governo giapponese non ha mai provato a cambiare questo accordo che è letteralmente una violazione dei diritti umani contro i Giapponesi. Anzi, se i cittadini protestano i poliziotti giapponesi li mandano via e, a volte, li arrestano. Questo succede non solo a Okinawa ma in tutto il Giappone.

Negli ultimi anni il governo giapponese aumenta sempre di più le spese militari e la quantità di aerei e altre armi comprate all’estero, soprattutto dagli Stati Uniti. A 20 km dalla mia casa c’è un’altra base americana: quasi tutti i giorni passano i loro aerei e gli elicotteri. Il cielo sopra la nostra città (che fa parte di Tokyo!) è il loro territorio per le esercitazioni. Se dovesse cadere uno di questi aerei nel nostro giardino non potremmo mai sapere le cause né ci sarebbe nessun risarcimento. Già è successo nel 1972: era caduto un aereo americano; nonostante ci fossero anche vittime oltre a case distrutte, gli americani hanno dato alle famiglie solo un riassunto di una relazione senza data e senza firma di nessuno. È solo un esempio di quello che succede a Okinawa da 75 anni.

Questo anno sento molto spesso gli aerei e gli elicotteri americani che passano sopra casa mia. Non si sa dove vanno e cosa fanno.

Nelle foto:

  • Baia di Oura: la parte nord di punta di Henoko. Nella baia ci sono le mangrovie e nel mare fino a 2 km è estesa la barriera corallina. Nel 2001 fu nominato una delle paludi più importanti del Giappone. Inoltre vicino alla punta di Henoko venivano i dugongo a mangiare le alghe ma da quando è cominciata la costruzione della base non si sono più visti.
  • Disegno della base di Henoko in costruzione: l'area in verde è un'enorme struttura in cemento armato che sta sorgendo sul mare.
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