La cultura sostenibile

Il treno magnetico ad alta velocità

1/09/2022

Come sapete il Monte Fuji non è soltanto la montagna più alta del Giappone: nel 2013, insieme ad altri 25 siti nelle sue vicinanze, è stato nominato Patrimonio mondiale della cultura, per il valore che da più di mille anni ha nell’arte e nella religione dei Giapponesi. Già nell’epoca Heian (794-1192) era meta di pellegrini e gli venivano indirizzate preghiere, come a una divinità. Durante l’epoca di Edo era il soggetto più amato dai pittori: il più famoso è Hiroshige Andō che realizzò 36 incisioni ukiyoe che hanno come soggetto il Monte Fuji nelle varie stagioni.

Ora è in costruzione una nuova linea per treni magnetici ad altissima velocità che deve collegare Tokyo a Nagoya e poi dovrebbe arrivare fino ad Osaka — esiste già una linea Shinkansen su questo percorso, e non c’è nessun motivo per costruirne un’altra. L’80% di tutta la linea sarà in galleria e passerà anche sotto i piedi del monte Fuji e di altre montagne vicine. Il Monte Fuji non è stato nominato Patrimonio naturale a causa dell’inquinamento intorno, ma è stato dichiarato Patrimonio culturale soprattutto per la fede e il rispetto dei Giapponesi nei suoi confronti. E allora, questa fede e questo rispetto dove sono finiti?

Alcuni tratti della linea sono anche a 40 metri di profondità. Un lavoro del genere, oltre a provocare danni ambientali, richiede una tecnologia molto complessa, tanto tempo … e un mare di soldi (il costo totale supererà gli 80 miliardi di Euro). Ma i lavori partiti all’inizio del tratto sia di Tōkyō sia di Nagoya si sono già fermati a causa di guasti delle “talpe” che scavano a grande profondità. Ci vorranno mesi, forse un anno, per riportare in superficie le macchine e ripararle. In pratica la costruzione è bloccata, e non è un buon inizio per un’impresa che serviva anche e soprattutto a mostrare ai paesi vicini (Cina) la potenza e l’efficienza del Giappone.
Qualche anno fa in un quartiere di Tōkyō ci fu un cedimento del terreno causato dai lavori per una nuova strada sotterranea per la quale si usava lo stesso sistema impiegato ora per la galleria del treno magnetico. Gli abitanti della zona hanno chiesto di sospendere i lavori e il tribunale ha dato loro ragione.

A progettare questo treno è stato un ex-dirigente delle Ferrovie dello Stato che era amico di Shinzō Abe. Il capo delle Ferrovie è morto qualche mese prima che Abe venisse assassinato durante la campagna elettorale. Tutti e due sognavano di realizzare grandi opere come quelle costruite durante il Boom degli anni ’60 e ’70, ma oramai sono idee da dimenticarsi.
Ci sarebbero tanti altri problemi per cui si dovrebbero spendere più soldi: le catastrofi causate dai cambiamenti climatici, gli effetti del Covid sulla società e sull’economia, la crisi energetica…

Spero che, con la scomparsa dei due protagonisti, i responsabili di questo progetto si fermino un attimo e pensino se è veramente necessario e realistico.

Nella foto: il treno magnetico. Nella cartina: il tracciato della linea in costruzione. In verde i tratti sotterranei (quasi tutto), in marrone i pochi tratti in cui i binari emergono in superficie. La linea ferroviaria attuale è quella visibile in basso lungo la costa.

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