La cultura sostenibile

Fiore di prugno, di pesco e di ciliegio

1/04/2022

A fine febbraio al telefono mia madre diceva: “ora ume sono in piena fioritura”. Quando sento le notizie della fioritura di ume (il prugno, Prunus Mume) sento l'arrivo di primavera. A volte, se l’inverno non è freddo come questo anno mi capita di vedere i primi fiori: sono piccoli ma molto eleganti e hanno un profumo molto buono che fa capire subito dove ci sono i fiori, anche senza vederli. Il prugno è il fiore di febbraio, della prima primavera. In Giappone è arrivato verso la fine del III secolo dalla Cina, dove era usato anche come medicina, ed era molto amato dai nobili di corte sia per la sua bellezza e per il suo profumo sia per la sua forza di fiorire con il freddo ancora rigido.
Nel mese di marzo invece arriva il pesco: i suoi fiori sono il simbolo di Hinamatsuri, la festa delle bambine (3 marzo). Anche il pesco arriva dalla Cina dove si pensava che scacciasse i mali e le malattie. In realtà all’inizio il simbolo della festa delle bambine era il fiore di ciliegio: con il calendario antico il 3 marzo cadeva nei primi giorni di aprile per cui i fiori del momento era quelli di ciliegio. Infatti fra i componenti del set delle bambole per questa festa c’è sempre una pianta di ciliegio, ma non di pesco. Comunque ormai il pesco è diventato protagonista anche di Hinamatsuri.

I fiori di ciliegio — così amati dai giapponesi, come si sa in tutto il mondo — fioriscono dalla fine di marzo all’inizio di aprile. In Giappone l’anno scolastico finisce a marzo: l’ultimo giorno di scuola si fa una cerimonia, e anche il primo giorno del nuovo anno. Per noi la fine della scuola (soprattutto l’ultimo anno e poi l'inizio della scuola nuova) nei ricordi + sempre accompagnata dai fiori di ciliegio. Anche il ciliegio sarà arrivato dal continente, ma non si sa quando: si sono trovati i fossili di milioni di anni fa.
Nell’epoca di Nara (710-794) fra i cortigiani andava di moda riunirsi sotto i fiori di ume (prugno) e comporre poesie: nel Man-yôshû (la più antica raccolta di poesie giapponese, databile fra la seconda metà del VII secolo e la seconda metà dell’VIII) ci sono 110 poesie su ume e soltanto 43 sui fiori di ciliegio. Nell’epoca Heian (794-1185) invece cominciarono ad essere preferiti i fiori di ciliegio: nel Kokin Wakashû, redatto nei primi anni del X secolo, ci sono 70 posie sui fiori di ciliegio contro appena 18 sui fiori di ume.
Ume, pesco e ciliegio: venivano citati spesso anche nella letteratura antica sia cinese che giapponese: ume viene apprezzato per la sua forza di fiorire quando è ancora freddo e per la sua bellezza; del ciliegio invece viene lodata la bellezza della sua piena fioritura e la corta durata che dà quasi tristezza e a volte si paragona con il potere o la ricchezza di una persona. Il pesco rappresenta i benefici e l’innocenza dati dalla Natura.
Oltre ad ammirarne la bellezza, possiamo anche imparare qualcosa per la nostra vita da questi fiori.

La foto delle bambole di Hinamatsuri è di David Wiley

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